Notiziario Settimana GG/mm/AA

© Parrocchia di Misinto @Ottobre_2021 - SITEMAP

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PROPOSTA PASTORALE 2026/27

IL VOLTO FELICE DI UNA CHIESA IN MISSIONE

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Pubblichiamo -a pezzi- da questo numero la presentazione della nuova proposta pastorale del nostro Arcivescovo Mario per il prossimo anno.

«Essere oggi la Chiesa di sant’Ambrogio, essere ambrosiani in questo terzo millennio, significa proprio vivere la profezia sociale, perché molto cristiana e teologale, di essere un popolo che costruisce la propria identità non tanto tracciando confini, non creando isole artificiali di normalità, utili per etichettare in modo difensivo e offensivo tutto ciò che è diverso come patologico, quanto piuttosto costruendo piazze, luoghi di incontro, di confronto e di dialogo, dove crescere insieme, spazi che trasformano i tanti individui, singoli e soli, in una comunità guidata dallo Spirito nel nome di Gesù Cristo». 

Lo sostiene l’Arcivescovo Delpini, nella Proposta pastorale per il 2026-2027 dal titolo «Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?». Lo stile sinodale per la missione di irradiare la gioia cristiana. Una riflessione che pone all’attenzione delle comunità cristiane il tema della sinodalità, decisivo per una Chiesa aperta, coraggiosa, consapevole, che sappia osare per essere missionaria sulle strade del mondo.

 

 

Un invito alla gioia di Dio

 

Il titolo scelto dall’Arcivescovo fa riferimento alla vicenda dell’Innominato nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni. «Il festoso suono delle campane di Chiuso che si diffonde fino al tetro castello dell’Innominato potrebbe essere un’immagine suggestiva per parlare della missione della Chiesa nel nostro tempo e nel nostro territorio. La Chiesa è un popolo che si raduna, è convocato da una promessa di gioia, di benedizione, di sapienza. La gioia, la festa del popolo diventa suono festoso che raggiunge tutte le case, tutte le storie e tutte le inquietudini e le angosce. Così vorremmo essere: un invito alla gioia di Dio».

Per Delpini «è questo il momento di recepire e praticare come stile ordinario quanto lo Spirito ha detto alle Chiese. La pratica della sinodalità, finalmente sottratta alla ripetizione ossessiva del concetto e della teoria, è la possibilità e la responsabilità di elaborare una “profezia critica”». 

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